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PARMENIDE E IL PENSIERO DELL'ESSERE


Parmenide ha una visione del mondo opposta rispetto a quella di Eraclito, egli è considerato infatti filosofo dell'unità e della stabilità. Vissuto a Elea, crebbe in un ambiente culturale e aristocratico, completamente diverso da quello della Ionia, dove era cresciuto Eraclito. 
Egli scrisse un poema in versi intitolato "sulla natura", dove immagina di essere trasportato da un carro trainato dalle muse alle porte del Sole e di ricevere da una dea la rivelazione della verità che poi lui dovrà comunicare al mondo. Anche se la cornice è a carattere religioso, la materia del messaggio e le movenze argomentative sono filosofiche e razionali.

SOLO L'ESSERE ESISTE E PUÒ ESSERE PENSATO
Il messaggio che Parmenide vuole trasmettere è che: l'essere è, e non può non essere, mentre il non essere non è e non può essere. Più semplicemente significa che soltanto l'essere esiste e che il non essere non può esistere e quindi neanche pensato.
per egli il significato di "essere" è qualcosa che è comune a tutti e che esiste nella sua pienezza assoluta e perfetta, eterna e immobile. Per Parmenide se qualcosa esiste non può ne nascere ne perire, ne muoversi ne cambiare, ma eternamente è.
Questo pensiero è nettamente in contrasto con il pensiero di Eraclito.
Con Parmenide inoltre nasce l'otologia cioè lo studio dell'essere in quanto essere nelle sue caratteristiche universali.

LA DEDUZIONE LOGICA DEGLI ATTRIBUTI DELL'ESSERE
Egli parte dal presupposto che il mondo non possa derivare dal nulla, perché se derivasse dal nulla sarebbe la fine della realtà e del pensiero. La filosofia ha appunto il compito di escludere il nulla dalla creazione delle cose, quindi di far derivare l'essere dal suo opposto cioè il non essere (nulla).
il filosofo arriva quindi a delle conclusioni deduttive:
1) l'essere è ingenera e imperituro: se nascesse dovrebbe derivare da ciò che non è; ma niente può derivare da ciò che non esiste, perciò l'essere non può nascere e perciò neanche morire.
2) l'essere è eterno: l'essere non ha né passato né futuro, semplicemente "è"; infatti Parmenide non ammette nessun tempo al di fuori del presente.
3) l'essere è immutabile e immobile: ogni movimento implica una contrazione tra uno stato A e uno stato B. Ma se A è "essere", B dovrà essere "non essere". Ciò porta ancora ad una contraddizione.
4) l'essere è infinito: secondo la mentalità greca, la perfezione non è data dell'infinità (ciò che non è completo), ma della finitezza (completezza,perfezione).

UNA VERITÁ DIFFICILE DA ACCETARE
Parmenide introduce alcuni principi logici fondamentali;
1) il principio di identità: A=A l'essere è ed è identico a se stesso
2) il principio di non contradizione: l'essere è, dunque non può non essere
3) il principio del terzo escluso: ogni cosa o è, o non è







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