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ANASSIMANDRO: L'AIPERON COME FONDAMNET REALE


Anassimandro con la filosofia approfondisce le diversità dai miti cosmogonici. Egli infatti usò per primo il termine archè e individuò la sostanza primordiale, ciò che è all'origine dell'universo in un principio indeterminato detto àperiron (senza confini\sconfinati). Anassimandro, parla dei àpeiron perché ritiene che il principio da cui derivano tutte le cose non possono identificarsi con uno di essa, ma debba essere una sostanza indistinta. Abbandona inoltre l'idea all'origine della realtà non possa esserci un elemento specifico.

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ANASIMENE: L'ARIA COME PRINCIPIO DELLE COSE

Anassimene visse a Mileto tra il 586 e il 525 a.C..  Egli identifica il suo principio nell'aria o respiro, paragonando la vita dell'uomo a quella dell'universo. Lui attribuisce al principio primo i caratteri dell' infinità e del movimento incessante: l'aria è la forza che anima il mondo e il principio di ogni mutamento. La trasformazione e la generazione delle cose è spiegata attraverso processi di condensazione e rarefazione, infatti l'aria quando viene a rarefarsi diventa fuoco,  quando si condensa diventa progressivamente vento e poi nuvola, acqua terra e infine pietra. L'universo che si è costituito grazie a questo processo e destinato ad un ciclo di vita, morte e rinascita destinato a durare in eterno.

IL CARRO ALATO

Nel  Fedro  compare   Il mito della biga alata  un dialogo massimamente dedicato all' Immortalità dell'anima illustra l'incarnazione. L'anima è raffigurata come un cocchio su cui si trova un auriga che governa una coppia di cavalli alati. L'anima viene guidata al seguito degli dei, nella regione che è la sede dell'essere, cioè della vera sostanza (ousia). Tale sostanza non è altro che il mondo delle idee, descritto come un'essenza contemplabile solo dall'intelletto. Ogni anima vuole attingere ciò che le è proprio, contemplando la verità, di cui si nutre e gode. I due cavalli sono in perenne conflitto tra loro in quanto uno, il cavallo bianco, è buono e di razza l'altro, il cavallo nero, no: il primo è simbolo delle energie psichiche, della forza d'animo e tende a rimanere nel mondo delle idee; il secondo è simbolo dei desideri e cerca di spingere l'auriga verso il mondo sensibile, verso l'incarnazione. L'auriga è simbolo della ragi...

IL MITO DELLA CAVERNA

Il mito della caverna è il riassunto della filosofia platonica in quanto assume un forte significato in tutti gli ambiti: differenza tra mondo sensibile e iperuranio; missione del filosofo; idea di bene che sovrasta tutte le altre idee. Ci sono dei prigionieri che hanno sempre vissuto in una caverna sul cui fondo sono legati in modo da non potersi voltare. Fuori dalla caverna c’è un muro ad altezza uomo dietro al quale camminano persone che portano sulla testa statuette raffiguranti oggetti di vario genere, queste persone parlano e il loro eco rimbomba nella caverna. Dietro questi individui vi è un fuoco intenso che proietta nella parete della grotta davanti agli uomini legati le immagini degli oggetti.  Non avendo potuto vedere nient’altro, i prigionieri, osservando le ombre, pensano che questa sia la realtà. Uno di loro, però, si libera e si volta; vede perciò le statuette e si accorge che sono più reali delle ombre; poi esce dalla grotta, oltrepassa il muro e inizialmente è acce...